domenica 16 dicembre 2007

I SICILIANI COME SEMPRE IN PRIMA LINEA

CON I CIRCOLI TORNA LA DEMOCRAZIA DEL PROPORZIONALE

I Circoli della Libertà hanno anticipato la volontà di Berlusconi di dichiarare chiusa un'alleanza in cui Fini, Casini, e anche Bossi perseguivano i loro scopi al coperto del consenso popolare di Silvio Berlusconi.Casini pensava di motivarsi verso i cattolici, Fini verso i laici. Ciascuno facendo sapere che stavano con Berlusconi per necessità e non per scelta.Per questo dovevano mostrare continuamente una diversità da Berlusconi facendosi legittimare dalla sinistra e dal centrosinistra a cui inviavano il messaggio:"Siamo qui, ma su Berlusconi la pensiamo come voi, speriamo di contribuire a liquidare il fenomeno.Pensare che un uomo possa essere un partito è per noi una bestemmia". Ma poi ingrassavano nel Governo bipolare, occupando i posti che Forza Italia non occupava e che essi erano da sempre disposti a prendere. I Circoli della Libertà sono il primo segno che Berlusconi voleva correre da solo e cercava un volto e una sigla diversa da Forza Italia. Essa era stata legata necessariamente, per via del Governo, alla cooperazione nella Casa delle Libertà con gli alleati infedeli. La scelta storica di Berlusconi è stata quella di tornare al proporzionale, indipendentemente dal fatto che l'accordo con Veltroni funzioni o no. Il proporzionale è l'unico metodo conforme, in chiave liberale e democratica, alla storia italiana, alle diverse storie che la compongono, alle diverse culture che l'occupazione piemontese introdusse nello Stato nazionale.Il sistema del Regno d'Italia prima del '19 non fu democratico, l'ingresso in guerra nel '15 fu deciso dal re contro la volontà del Parlamento. Il sistema maggioritario non dava al Parlamento la forza della democrazia. Il maggioritario venne introdotto in Italia nel '93 in chiave antiliberale e antidemocratica. Era il modo per inquadrare, dopo la fine del Psi e della Dc, ciò che rimaneva dei cattolici in politica con la leadership di Martinazzoli, sotto la direzione comunista di Achille Occhetto. Era il modo in cui si consumava la vittoria della tirannide. Berlusconi vinse,vinse la libertà.Fu cacciato da Scalfaro con un altro golpe bianco simile a quello dei Savoia, ma impose il bipolarismo, cioè due sole forze. Ciò lo obbligò ad alleanze improprie con forze non liberali, che non esprimevano il voto popolare profondamente liberale che si concentrava su Berlusconi. Gli alleati vissero di rendita sul Popolo delle Libertà. Ora il Popolo della Libertà come fatto popolare esiste perché il proporzionale è il sistema della libertà in Italia.Liquidare il maggioritario di Martinazzoli e Occhetto è veramente aprire un'altra strada. Berlusconi ha scelto una via rischiosa,perché ha messo in crisi contemporaneamente il bipolarismo, Forza Italia e Casa delle libertà.Ma ha stabilito un consenso con il suo popolo che ora si riconosce solamente in lui. I Circoli sono stati la prima tappa di questa storia culminata nel discorso di San Babila con il piede sul predellino della macchina, a indicare una nuova partenza. Fini e Casini devono riqualificarsi e lo fanno andando a destra per conto proprio, mentre prima lasciavano questo compito anticomunista a Berlusconi. Casini marcia contro Amato con i poliziotti in protesta, Fini torna a parlare di questioni eticamente sensibili, cioè il linguaggio cattolico prima laicamente condannato,di legalità, di immigrazione e si accasa con la Lega Nord. Gli alleati cessano di sfruttare Berlusconi come collante anticomunista e accettano di farlo in proprio, loro che alla sinistra avevano fatto tanti cenni di intesa: e Bossi ha garantito persino una decisiva collaborazione per far cadere nel '94 il Governo Berlusconi. Bertinotti si compiace ed elogia Berlusconi come unico uomo postmoderno del Paese, Nicki Vendola parla di apertura a Berlusconi. È cambiato il clima. Ora Berlusconi può costruire il Popolo della Libertà, facendo ferma opposizione al Governo Prodi e mantenendo il suo popolo unito.È una posizione rischiosa,perché i comunisti sono sempre comunisti e possono agire sia con la magistratura che sulle televisioni.Ma il popolo è una muraglia attorno al suo leader,una muraglia di cui i Circoli fanno parte dall'inizio della nuova stagione.